Dipinti e riflessioni sull'arte negli anni 1985-1990

Tra gli anni '85 e gli anni '90 espone le sue opere di pittura in mostre collettive e personali in varie città d'Italia.

I dipinti di questo periodo sono annotazioni, pagine di ricordi, frammenti di tempo che dietro l'ingannevole "realismo" celano innumerevoli suggestioni poetiche. I paesaggi prevalentemente ispirati alle colline marchigiane, i vicoli di paese, gli oggetti di questo universo pittorico, rappresentano una personalissima interpretazione del vero, sono percorsi da fremiti che scuotono le loro forme immobili, denunciano un'ineluttabile, amara e irrisolta precarietà.

La necessità sempre più avvertita di infrangere il destino di fine proprio delle cose, diviene la ricerca intransigente dell'artista. è forte il suo bisogno di ritornare al lessico figurale e cercare gli archetipi che nell'infinito della materia possono celare un frammento d'eterno.

è un percorso formativo complesso quello della Calisti che, con uno sguardo disincantato sulla vita e sulla storia, affronta sentieri accidentati di ricerca e di critica come necessità di affermazione professionale ed esistenziale.

Sono dell'89 e del '90 la realizzazione grafica dei manifesti per la celebrazione della festa dell'8 marzo patrocinati dall'U.D.I. e dalla città di Bologna. Conduce una serie di seminari sulle pittrici donne della storia per la città di Ancona, è di questo periodo lo studio sull'artista seicentesca Artemisia Gentileschi.

Vengono messe a fuoco alcune considerazioni critiche già anticipate in una serie di conferenze e che investono il ruolo della donna, la sua avventura spirituale e la fatica professionale, la consapevolezza e la grande passione necessaria nell'assecondare la vocazione di pittrice.

è fatica essere donna e pittrice. La fatica che ha segnato e continua a segnare i destini di tante protagoniste della pittura nella storia non deve assolutamente mortificare il proprio desiderio di essere nell'arte. (dalla conferenza: Artemisia Gentileschi tenuta per la città di Recanati l'8 marzo 1999)

Nel 1994 è finalista al premio Arte Mondadori con il dipinto: La luce penetrò l'ombra per la selezione della pittura; è presente nel mese di dicembre dello stesso anno con una personale al palazzo dei Mercatori di Ascoli Piceno. Nel 1995 consegue con il dipinto: Cristalli d'inverno il terzo premio della città di Milano per la sezione pittura.

1996 Ritratto di Nando

Matite colorate su carta, cm. 30 X 40

1975 Luigi

Matita su carta, cm. 20 X 30